XXXVII Certamen Ciceronianum Arpinas

Indirizzo:

Via Aquila Romana, 2 Arpino (Fr) - Italy

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+39 0776.852101

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Il Certamen visto dai protagonisti

Il Certamen visto dai protagonisti, racconti e impressioni della XXXVIII edizione.

Il più bel SMS del mondo

BENEDETTA RINALDI - Presentatrice XXXVIII edizione del  Certamen Ciceronianum

Benedetta RinaldiQuasi ogni giorno, da studentessa di ginnasio, mi capitava di imbattermi in una versione di latino, e la domanda era sempre la stessa: che cosa stai dicendo Cicerone, Seneca, Cesare? (In verità, quando il passaggio era poco chiaro o del tutto oscuro, la domanda era più correttamente: cosa diavolo stai dicendo Cicerone, Seneca e così via…).
Con lo scorrere dei mesi, dopo aver familiarizzato con il latino, la storia e la cultura del popolo romano, la domanda è diventata più matura, più affascinante e personale.
Cosa MI stai dicendo di te Cicerone? Cosa mi vuoi insegnare? Quale regalo mi vuoi fare, quale segreto mi vuoi svelare di te, della tua vita, del tuo pensiero, delle tue passioni civili ed intime?
Mi ero accorta di essermi innamorata di loro, dei nostri grandi antenati, di coloro che hanno reso colta e magnifica la mia città, Roma. Guardando le rovine dei grandi edifici del potere politico e religioso che per fortuna abbiamo un po’ ovunque, mi sorprendevo e tuttora mi sorprendo io stessa ad immaginare le voci, i volti, i gesti, gli stracci e le porpore dei romani. Degli antichi romani.
Al Certamen Ciceronianum ho scoperto di non essere la sola ad amare le voci del passato, peraltro così attuali ed utili anche al giorno d’oggi. Vedere centinaia di ragazzi attendere sotto il sole di sentire pronunciato il proprio nome come vincitore o vincitrice del Certamen, è stato estremamente confortante ed emozinante.
Finchè qualcuno avrà la passione e la pazienza di leggere, tradurre, ascoltare gli insegnamenti di chi ha scritto la storia, l’ha influenzata col proprio pensiero critico o con le proprie gesta, non avremo molto da temere, perché ci sarà stata comunque una trasfusione di saggezza, di coraggio, di buon senso, di scaltrezza politica o di profondità lirica.
Constatare poi che tradurre, Cicerone ma anche altri, per molti ragazzi non significa assolvere semplicemente ad un compito scolastico, magari puntando alla sola sufficienza, ma è una gioia, un atto quasi di avidità intellettuale, questo ha del commovente! E che questi ragazzi siano uniti da questo amore non solo in Italia ma in giro per il mondo, beh, questo ha del miracoloso!
E questo miracolo l’ho visto davanti ai miei occhi qualche giorno fa, ad Arpino, in una calda mattinata primaverile, con una folla attenta e stoica nonostante il sole allo zenit. Ho visto lo sforzo entusiasta e prezioso di organizzatori e cittadini di questo piccolo borgo del frusinate che hanno il merito di tener viva la memoria di Cicerone ma anche di sottolinearne l’attualità del pensiero e l’universalità della sua storia di uomo, pensatore, scrittore.
Ho visto la nascita di una piccola gioia collettiva. I ragazzi concorrenti più meritevoli hanno solcato un tratto di un’antica strada romana che affiora dalla piazza principale di Arpino, con una musica trionfale e gli applausi di tutta la città. Ho visto giovani di mezza Europa tremare al momento di salire sul palco e poi sciogliersi in una dichiarazione d’amore per Cicerone, l’arpinate, che sicuramente sorrideva sornione da qualche parte nel cielo. Sorrideva a ognuno di loro, anche a quelli che non hanno vinto ma che comunque hanno partecipato e applaudito sportivamente. Perché Cicerone lo sa perfettamente che tutti quei ragazzi hanno capito che la guerra si può vincere anche se si perdono le battaglie, che si può essere nati in provincia, in un modo dove scalare la società è quasi impossibile, eppure puoi trovare la tua strada pensando con la tua testa, viaggiando, tracciando sentieri inediti, battendoti senza sosta per un mondo più giusto.
Cicerone ha scritto come ce la possiamo fare. Lo ha scritto più di duemila anni fa. Lo ha scritto per i suoi contemporanei. Sapeva che lo avrebbero letto e compreso.
L’unica cosa che Cicerone non poteva sapere, è che ha scritto e inviato anche a tutti noi, suoi amici di oggi, il più lungo, affascinate, utile e bel sms del mondo.

Benedetta Rinaldi

 BENEDETTA RINALDI - Presentatrice XXXVIII edizione

 

Certamen Ciceronianum Arpinas il giorno dopo

GIOVANNI FRANCO  - Liceo Classico "Muratori - San Carlo" di Modena

Giovanni FrancoDel tutto inaspettata è arrivata la vittoria al Certamen Ciceronianum Arpinas e mi ci è voluto tutto il viaggio dal Lazio a Modena per realizzare quanto accaduto: davvero non riuscivo a convincermi del fatto di aver vinto. Già dalla sera del ritorno sono stato festeggiato dai miei genitori, da mio fratello Lucio e dalle mie nonne, che erano a casa con loro, e ho avuto modo di raccontare tutto quello che avevo fatto nei quattro giorni di permanenza a Veroli e ad Arpino. Ho parlato per ore, per l’emozione e per il desiderio di condividere l’esperienza fatta. Quasi non avevo voglia di andare a dormire, ma sapevo che il giorno seguente sarei dovuto andare a scuola, dove avrei rivisto i miei amici dopo i quattro intensi giorni della gara: non malvolentieri, perciò, mi sono svegliato presto la mattina successiva, quando, entrato in classe, mi sono ritrovato circondato dagli applausi dei miei compagni e del professore di filosofia, che aveva lezione alla prima ora. Tutti mi hanno fatto domande sulla vittoria e su come mi sentissi al riguardo. Solo allora mi sono reso conto della portata dell’evento e di quanto, comunque, io sia circondato da persone che mi vogliono bene e a cui devo tutto. Nei corridoi della scuola sono stato fermato da altri miei amici che volevano complimentarsi con me. Nel pomeriggio sono stato contattato da diverse testate giornalistiche, che mi hanno intervistato telefonicamente. Ho potuto constatare che la notizia si era diffusa anche sulla rete, dove numerosi siti, tra cui anche quello dell’istituto che frequento, riportavano articoli sulla vittoria. Ulteriore dimostrazione dell’affetto delle persone che mi circondano sono state le innumerevoli telefonate da parte di parenti provenienti da tutta Italia, che tutte ho ricevuto con immensa commozione e soddisfazione. Intanto ho continuato a sentirmi per telefono con le persone conosciute al certamen, ragazzi e ragazze simpatici e intelligenti: ringrazio, a tale proposito, Gabriele Valeriani, Rocco Losasso, Maria Ida Di Nicola e Lucia Crocetto, che sono stati per me come una seconda famiglia; Giulia Ranzi, ragazza solare che mi ha sempre supportato e incoraggiato; Fabio Paolo Inesi e Paula Stefan, che per primi ho conosciuto appena arrivato e con cui subito ho legato; Maria Laura Pacifico, con cui condivido la passione per la musica. Ringrazio, infine, le autorità del comune di Arpino, intervenute in prima persona e promotrici da tanti anni di un evento di tale portata.

Giovanni Franco

 GIOVANNI FRANCO - Liceo Classico "L.A. Muratori-San Carlo" di Modena

 

La mia esperienza al Certamen

PABIO PAOLO INESI  - del Liceo Classico “T.Lucrezio Caro” di Roma

Fabio Paolo Inesi Conclusasi ormai la fantastica esperienza del CERTAMEN CICERONIANUM ARPINAS, numerosi sono i ricordi che, rivisti e considerati adesso a posteriori, sono certo che porterò sempre con me per tutta la vita.
Primo fra tutti è l'onore e il piacere di aver incontrato persone provenienti da diverse nazionalità europee con le quali ho avuto modo di confrontarmi sui più svariati temi (sociali, culturali, linguistici) in modo da poter scambiare pareri e opinioni che hanno senza dubbio contribuito ad ampliare notevolmente il bagaglio culturale di ogni partecipante in gara. Il momento di traduzione della versione di latino infatti è stato solo una piccola parentesi dell'intera esperienza vissuta tra i borghi della Ciociaria; il resto del tempo è servito proprio a instaurare rapporti e amicizie (come quella con il vincitore Giovanni Franco, con cui ho condiviso la stanza d'albergo e lo stesso banco durante lo svolgimento della traduzione) che spero rimangano salde e durature.
Un altro momento che sicuramente rimarrà indelebile nella mia memoria è senza dubbio l'incontro avvenuto con l'abate ordinario di Montecassino, Donato Ogliari, nella splendida e celebre abbazia; qui infatti più di 160 studenti provenienti da ogni angolo d'Europa si sono ritrovati uniti in un momento davvero toccante e commovente: la lettura di un saluto di benvenuto ad opera dell'abate recitato interamente in lingua latina, e per questo compreso simultaneamente da tutti gli ospiti delle tredici nazioni presenti. Un messaggio forte questo, che dovrebbe far riflettere sul senso di coesione e unità europea in nome di una comunanza di origini e radici culturali che oggigiorno purtroppo si tende ad ignorare.
In conclusione, oltre al fare riferimento alla gioia e all'emozione dovute alla vittoria del secondo posto all'interno della competizione, ritengo doveroso fare menzione anche dell'impeccabile organizzazione alle spalle dell'evento (dagli ambasciatori, agli spostamenti in pullman, alle serate di musica, a tutti i curatori dei più piccoli ma essenziali aspetti quotidiani) che hanno contribuito a rendere indimenticabile per tutti i partecipanti e gli accompagnatori un'esperienza di tale importanza e spessore culturale
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Fabio Paolo Inesi

 FABIO PAOLO INESI - del Liceo Classico "T. Lucrezio Caro” di Roma

 

 

Non credo di esagerare nel dire che domenica 13 Maggio 2018 è stato uno dei giorni più felici della mia vita.

GIULIA RANZI  - Liceo Classico Augusto di Roma 

Giulia RazziNon mi sarei mai aspettata di ricevere un tale riconoscimento nell'ambito di studi che più mi appassiona, dal momento che tra i molti partecipanti vi era un cospicuo numero di persone intelligenti e preparate. Il momento della premiazione è stato reso davvero speciale dall'entusiasmo e dall'affetto con cui gli altri candidati mi hanno festeggiato e soprattutto dai miei genitori, che si trovavano con me ad Arpino e hanno potuto manifestare tutto il loro entusiasmo ed orgoglio (mia madre è anche scoppiata in lacrime!).
La mia esperienza è stata fantastica ed indimenticabile, ho conosciuto moltissime persone che apprezzo sia dal punto di vista intellettuale, sia, soprattutto, da quello umano, ragazzi umili, appassionati, gentili, disponibili, divertenti e brillanti. Gli ambasciatori hanno subito stretto amicizia con noi partecipanti e hanno provveduto a farci sentire veramente a casa, organizzando attività interessanti e veramente piacevoli e regalandoci gratuitamente tutto il loro tempo, perfino la notte!
Quando sono tornata a casa tutta la mia famiglia ed i miei amici hanno voluto congratularsi con me, dimostrando una grande capacità di comprensione dell'importanza che questa vittoria ha avuto per la mia vita e la mia carriera scolastica. Anche i miei insegnanti e compagni di scuola mi hanno festeggiato, la stessa preside ha voluto parlarmi personalmente, dedicandomi delle splendide parole. Durante questo viaggio ho stretto amicizie che spero possano durare negli anni e, grazie a questa vittoria, ho compreso che i miei “compagni di avventura” hanno provato verso di me un sincero affetto e felicità per questo risultato, un grazie in particolare a Giacomo Troiano, vincitore dell'edizione del Certamen ciceronianum del 2018 e mio ex compagno di scuola, che mi ha sostenuto sin dall'inizio dell'esperienza ed è stato il primissimo a scrivermi un messaggio di congratulazioni, a Lucrezia Montanucci, che è venuta con me dall'Augusto e con cui, in pochi giorni, ho stretto un’amicizia importante, a Lucrezia Gabriele, una fantastica ed appassionata ambasciatrice che ci ha dedicato tutto il suo tempo, a Giovanni Franco, il primo classificato di questa edizione del Certamen, che ritengo un esempio, per la sua viva intelligenza e la sua fantastica personalità.

Grazie agli organizzatori del Certamen e a tutti coloro che hanno voluto regalarmi questa splendida opportunità.

Infine, un grazie speciale alla mia famiglia, ai miei amici, al mio fidanzato e ai professori che fino dal primo anno di liceo mi hanno insegnato i segreti di questa lingua meravigliosa e trasmesso l’amore per l'antichità, la professoressa Maria Patrizia Arturi, il professor Nicola Armignacca, la professoressa Shanna Rossi e il professor Michele Bonocore. Tutte queste persone sono state fondamentali per la mia crescita personale e scolastica.

Giulia Ranzi

 GIULIA RANZI - Liceo Classico Augusto di Roma

 

XXXVIII Certamen Ciceronianum Arpinas

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