XXXVII Certamen Ciceronianum Arpinas

Indirizzo:

Via Aquila Romana, 2 Arpino (Fr) - Italy

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La versione della XXVIII edizione

La versione della XXVIII edizione DALL’ORAZIONE “PRO SEX. ROSCIO AMERINO”
TESTO LATINO: Accusatores multos esse in civitate utile est ut metu contineatur audacia; verumtamen hoc ita est utile ut ne plane illudamur ab accusatoribus. Innocens est quispiam, verumtamen, quamquam abest a culpa, suspicione tamen non caret; tametsi miserum est, tamen ei, qui hunc accuset, possim aliquo modo ignoscere...

...Cum enim aliquid habeat quod possit criminose ac suspiciose dicere, aperte ludificari et calumniari sciens non videatur. Quare facile omnes patimur esse quam plurimos accusatores, quod innocens, si accusatus sit, absolvi potest, nocens, nisi accusatus fuerit, condemnari non potest; utilius est autem absolvi innocentem quam nocentem causam non dicere. Anseribus cibaria publice locantur et canes aluntur in Capitolio ut significent si fures venerint. At fures internoscere non possunt, significant tamen siqui noctu in Capitolium venerint, et quia id est suspiciosum, tametsi bestiae sunt, tamen in eam partem potius peccant quae est cautior. Quodsi luce quoque canes latrent, cum deos salutatum aliqui venerint, opinor, iis crura suffringantur, quod acres sint etiam tum cum suspicio nulla sit. Simillima est accusatorum ratio. Alii vestrum anseres sunt qui tantummodo clamant, nocere non possunt, alii canes qui et latrare et mordere possunt. Cibaria vobis praeberi videmus; vos autem maxime debetis in eos impetum facere qui merentur. Hoc populo gratissimum est. Deinde si voletis, etiam tum, cum veri simile erit aliquem commisisse, in suspicione latratote; id quoque concedi potest. Sin autem sic agetis ut arguatis aliquem patrem occidisse neque dicere possitis aut quare aut quomodo ac tantummodo sine suspicione latrabitis, crura quidem vobis nemo suffringet, sed, si ego hos bene novi, litteram illam, cui vos usque eo inimici estis ut etiam Kalendas omnes oderitis, ita vehementer ad caput adfigent ut postea neminem alium nisi fortunas vestras accusare possitis.

TRADUZIONE ITALIANA: E’ utile che nella città gli accusatori siano numerosi, di modo che la sfrontatezza sia tenuta a freno dalla paura; ma ciò in tanto è utile in quanto noi non veniamo apertamente presi in giro da chi accusa. Un uomo è innocente, e tuttavia, per quanto egli si tenga lontano da colpe, non sta mai al riparo da sospetti; per quanto ciò sia triste, tuttavia potrei giustificare in qualche modo chi l’accusa. Infatti, qualora egli abbia qualcosa da poter avanzare come accusa o come sospetto, non si potrebbe dire che egli si prenda gioco apertamente e calunni consapevolmente. Per la qual cosa noi tutti sopportiamo che ci sia il maggior numero possibile di accusatori, giacché l’innocente, anche se accusato, può essere assolto, mentre il colpevole non può essere condannato se nessuno l’accusa;  ed è meglio che venga assolto l’innocente anziché non venga condannato il colpevole. Si provvede con appalto pubblico al mantenimento delle oche e si allevano cani sul Campidoglio per dare l’allarme contro i ladri. Questi non possono però distinguere i ladri, segnalano, tuttavia se qualcuno di notte sale sul Campidoglio e, trattandosi di un fatto sospetto, questi cani, che pure sono bestie, peccano tuttavia di eccesso di precauzione. Che se poi i cani abbaiassero anche di giorno, quando la gente viene a salutare gli dei, voglio supporre, verrebbero spezzate loro le zampe, perché sarebbero aggressivi anche in assenza totale di sospetto. Lo stesso criterio vale per gli accusatori. Alcuni di voi sono come le oche, schiamazzano soltanto, ma non possono far male; altri sono come i cani, che possono e latrare e mordere. Noi vediamo che vi viene dato da mangiare; voi però soprattutto vi dovete avventare contro coloro che lo meritino. Questa è la cosa più gradita al popolo. Poi, se vorrete, pure quando parrà verosimile che qualcuno abbia commesso un reato, latrate pure in presenza di un semplice sospetto; anche questo si può concedere. Se invece voi farete in modo di accusare qualcuno di avere ucciso il padre ma non sarete in grado di dire né per quale ragione né in che modo, e latrerete senza avere neppure dei sospetti, certo nessuno vi spezzerà le gambe ma, se io conosco bene questa gente, quella lettera della quale voi siete nemici al punto da odiare tutte le calende ve la imprimeranno in fronte con tanta violenza che in seguito nessun altro potreste accusare se non la vostra sorte.

XL Certamen Ciceronianum Arpinas

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